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	<description>one monkey between 0 and infinite is lucky</description>
	<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:17:26 +0000</pubDate>
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		<title>incrociare i flussi è bbene</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 18:38:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La tesi che sostiene che le <a href="http://www.delirandom.net/#/20100107/internet-e-intercettazioni/">intercettazioni su Internet non sono una soluzione efficacie a lungo termine</a>, (<a href="http://www.sikurezza.org/ml/01_10/msg00000.html">ml@sik</a>) impatta contro una serie di pali ormai calcificati. Ma oggi niente travecorbezzoli analitici, oggi si tratta di due traguardi raggiunti. Tra i vari modi per approciarsi all&#8217;argomento, utile è nella <a href="http://esciencenews.com/articles/2009/09/23/our.emotions.can.lead.us.astray.when.assessing.risks.says.new.cu.boulder.study">società delle minacce 24/24h</a>, far percepire il rischio su Internet rispetto che sulle reti tradizionali, ed avviene qui: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_20/spie-grazie-a-internet-lavinia-hanay-raja_94283bfa-05db-11df-a1d7-00144f02aabe.shtml">Ecco come ci possono spiare il web</a>. In se nulla di eclatante, mi ha ricordato quanto sia difficile comunicare ad un pubblico generalista :) e riesce, credo proprio, a definire il perimetro di rischio.</p>
<p>Forte il dibattito della sfida che Google lancia alla Cina, prende la palla <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_21/hillary-contro-censura-internet_36d873d4-0680-11df-a8ce-00144f02aabe.shtml">Hillary Clinton</a> dicendo qualcosa, e, miracolo, il testo redatto 2 anni fa: <a href="http://it.peacereporter.net/libera">http://it.peacereporter.net/libera</a>, che dovrebbe spiegare perché l&#8217;anonimato è necessario alla libertà di parola, viene considerato e si trova catapultato a seguito del precedente articolo:  <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_21/internet-superare-censura-raja_b3bbfdea-06a2-11df-a8ce-00144f02aabe.shtml">Internet, come si può superare la censura</a>.</p>
<p>Succede in concomitanza con un figuro del partito pirata, che <a href="http://punto-informatico.it/2790013/PI/Commenti/cyberterrorismo-tutti.aspx">cerca</a> di abbozzare considerazioni tecniche, banalizzando e sminuendo, un manuale di presunti cyber-terroristi senza notare che il suddetto manuale sia vecchio di anni. Ma indipendentemente dall&#8217;analisi che realizza, il punto di vista che mantiene è quello di &#8220;tecnologie per progettersi = tecnologie pericolose&#8221;. Vediamo se oggi riesco a chiarire quello che ho in mente:</p>
<p><strong>La tecnologia di cifratura/d&#8217;anonimato non puo&#8217; essere criminializzata a priori, perché la stessa che viene associata alla criminalità è quella che salva il dissidente iraniano; in Internet, è anche l&#8217;unica tecnologia che ci garantisce la riservatezza, perché la rete non è intrinsecamente (ne praticamente, ne con dei compromessi di fiducia) sicura.</strong> L&#8217;analisi più ampie viene generalizzata dal primo che passa, ciò la corte suprema degli stati uniti, e riportata dalla EFF qui:<a href="http://www.eff.org/issues/anonymity"> http://www.eff.org/issues/anonymity</a></p>
<blockquote><p><em>Protections for anonymous speech are vital to democratic discourse. Allowing dissenters to shield their identities frees them to express critical, minority views . . . Anonymity is a shield from the tyranny of the majority. . . . It thus exemplifies the purpose behind the Bill of Rights, and of the First Amendment in particular: to protect unpopular individuals from retaliation . . . at the hand of an intolerant society.</em></p>
</blockquote>
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