<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>delirandom</title>
	<atom:link href="http://www.delirandom.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.delirandom.net</link>
	<description>on the doubt: encrypt it!</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Apr 2012 22:14:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>giornalisti confusi parlano di anonimato: migliaia di vittime negli uffici.</title>
		<link>http://www.delirandom.net/20120418/giornalisti-confusi-parlano-di-anonimato/</link>
		<comments>http://www.delirandom.net/20120418/giornalisti-confusi-parlano-di-anonimato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 14:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vecna</dc:creator>
				<category><![CDATA[italian]]></category>
		<category><![CDATA[anonimato]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[reti distribuite]]></category>
		<category><![CDATA[Tor]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.delirandom.net/?p=465</guid>
		<description><![CDATA[La mia personale politica di blogging è: preferisco parlar solo di cose che ho fatto. Quando devo semplicemente commentare, lo faccio in mailing list o in chat. Non oggi :( Quest&#8217;oggi mi esprimo a condannare una linea di analisi superficiale &#8230; <a href="http://www.delirandom.net/20120418/giornalisti-confusi-parlano-di-anonimato/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia personale politica di blogging è: preferisco parlar solo di cose che ho fatto. Quando devo semplicemente commentare, lo faccio in mailing list o in chat. <strong>Non oggi :(</strong></p>
<p>Quest&#8217;oggi mi esprimo a condannare una linea di analisi superficiale e antiquata. Questa critica fermenta quando leggo l&#8217;articolo di <a title="articolo senza senso dell'ex direttore di wired.it" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/11/news/sesso_droga_e_armi_la_faccia_cattiva_del_web-33089682/">Riccardo Luna</a> (Repubblica.it 11/04/2012 <strong>&#8220;Sesso, droga e armi la faccia cattiva del web&#8221;</strong>), ed esplode quando arriva &#8220;l&#8217;inchiesta&#8221; di <a title="articolo senza senso copiato da quello di Luna" href="http://www.corriere.it/inchieste/droga-armi-minori-killer-viaggio-deep-web-zona-web-senza-regole-morale-dove-tutto-possibile/44ed8fce-8935-11e1-a8e9-f84c50c7f614.shtml">Amalia de Simone</a> (Corriere.it, 18/04/2012<strong> &#8220;Droga, armi, minori e killer: viaggio nel deep web. Dove tutto è possibile&#8221;</strong>). Quello che voglio criticare non sono queste due persone, che son evidentemente giornalisti generalisti come il mercato italiano gli chiede. Non sono neppure le testate, Corriere/Repubblica, che giustamente non richiedono una competenza specifica anche quando ci si esprime su argomenti di carattere scientifico, di ricerca ed in costante innovazione. Questo post è per i pochi lettori che son rimasti confusi, amareggiati e frustrati, nel veder che nel 2012 si fan le stesse considerazioni grottesche che venivano fatte 15 anni fa. Per chi non vuol legger tutto,<strong> la sintesi è: &#8220;Reti e contenuti vanno giudicati separatamente&#8221;</strong>. Mescolare il medium con il messaggio, e tirarci fuori giudizi, porta inevitabilmente a prender cantonate.</p>
<p>Inizio con quello di Luna, dell&#8217;11/04/2012. L&#8217;articolo è di 10 paragrafi, li riporto in brevi sintesi con le considerazioni. Il più di questa analisi è nato in vari thread su varie mailing list (qui lo <a href="http://storify.com/micheket/riccardo-luna-e-la-darknet">storify di Michele Kettmaier</a>), le mie parti in <em>corsivo</em>:</p>
<p><strong>. Esistono parti di internet che non conoscete:</strong> 3 paragrafi.<br />
<em>&#8211; incipit allungato in assenza di notizia.</em><br />
<strong>. (indagini poliziesche, dati insensati e imprecisi sul dark web + confusione) </strong>1 paragrafo.<br />
&#8211; <em>il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Deep_Web">deep web</a> è il web non indicizzato dai motori di ricerca. non è una cosa INVISIBILE, una cosa invisibile non la vedi &#8211; mai -, semplicemente non la raggiungi da google. Se poi si pensa che Internet sia quella cosa che si raggiunge da google &#8230; il problema sta in chi percepisce internet in modo così stupido. Per me sarebbe come dire: gli italiani sono le pubbliche amministrazioni italiane. diresti &#8220;ma vaffanculo&#8221; ? ecco, anch&#8217;io.<br />
Il dark web è una parola derivata da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dark_Internet">darknet</a>, che sono reti chiuse, reti in cui entri se hai un software che ti fa accedere ai dati contenuti. Hanno proprietà differenti da quelle di Internet (se no, a che servirebbero ?) come: anonimato tecnologico, riservatezza della comunicazione, impossibilità di cancellazione dei dati, negazione plausibile sui dati transitati. Sono PROPRIETA&#8217;, se degli utenti popolano queste reti, o scrive un software che ne fa uso, è perché c&#8217;è esigenza di queste proprietà non garantite da Internet. Per quanto riguarda la indagini poliziesche, cioè quell&#8217;idea fumosa che hanno gli utenti, creata da anni di CSI, Carabinieri su Canale5, RIS di Parma e Studio Aperto, ecco qui &#8220;</em><strong><a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2012/04/feds-shutter-online-narcotics-store-that-used-tor-to-hide-its-tracks.ars">Feds shutter online narcotics store that used TOR to hide its tracks</a></strong>&#8220;. <em>Oddio: cosa vuol dire ? Che Tor non è anonimo davvero ? NO! Tor garantisce l&#8217;anonimato, l&#8217;anonimato non garantisce crimini perfetti. I crimini esistono e si avvalgono di ogni tecnologia, <span style="text-decoration: underline;">abusandone nei modi piu&#8217; creativi</span>. succedeva con la ruota di pietra, succede con Tor. Ma la forza di un&#8217;indagine investigativa è quella di aver visibilità su una serie di fattori significativi. Chi pensa che una tecnologia riesce a produrre il crimine perfetto, per fortuna è innocuo: non è ne un criminale ne un investigsatore. Purtroppo, se è un giornalista, la sua ignoranza ricadrà su vittime innocenti.<br />
. </em><strong>Il progetto Tor, però insomma, è molto buono. lo usano per aggirar la censura. </strong>1 paragrafo.<br />
&#8211;<em> qui si inizia a intravedere l&#8217;incongruenza dell&#8217;articolo: vuol esprimere un giudizio su silkroad, l&#8217;ebay anonima, vuol esprimere un giudizio allarmato e terrorizzato. Ma mentre lo si fa, non si sa come esprimersi verso gli elementi che il giornalista percepisce come propedeutici al fattaccio. Il punto, caro lettore, è che una rete offre proprietà, dargli giudizi politici e morali non ha senso. <span style="text-decoration: underline;">Ora</span> ti puo&#8217; sembrare sensato, perché nei paragrfi precedenti si parlava di droga e pedoporno, ma se prendessi questo paragrafo analiticamente, vederesti che non sta in piedi. Si sta cercando di dar un giudizio ad una tecnologia, che per sua stessa natura è uno strumento grezzo in mano agli essere umani. Incollo qui parte del thread vissuto su <a href="http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2012-April/017037.html">centro-nexa</a>:</em></p>
<pre>Si usa Tor per accedere al darkweb, usi anche il tuo provider, usi
anche ilsistema operativo. ma non ci si mette a parlare degli
intermediari, quando si stan giudicando dei contenuti.

e qui si viene al punto della mia principale critica.

Ogni rete ha delle proprietà, (distribuita, gratuita, centralizzata,
collaborativa, etc).

con l'elenco di queste proprietà hai delle garanzie. Poi se le sai
leggere adeguatamente potrai scegliere meglio quel che hai bisogno.

Quando si valuta una rete - e le sue proprietà - i contenuti non
c'entrano.

Valutar i contenuti INSIEME alla reta, tirando fuori un paragone
fisico, sarebbe come giudicare i mezzi pubblici (la rete) in
relazione alla pulizia dei suoi passeggeri (il contenuto). E'
evidente a tutti che non ha senso questa cosa. perché si tratta di
un paragone fisico e non tecnolgico-astratto (giustamente, meno
figurabile)

allora abbiamo già vissuto questo tipo di paragoni, anche in ambito
digitale, quando si parlava di Internet, net neutrality, uso della
rete da parte dei terroristi e regolamentazione. Ed è stato chiaro a
tutti gli utilizzatori della rete, che i contenuti (non possono|non
devono|è impossibile|è grottesco|è ingiusto) cercare di giudicarli
(prerequisto per controllarli).

e giudicare internet per i suoi contenuti è del tutto fuoriviante,
Internet è l'espressione del mondo.

e così Tor, che è una parte di Internet. meno diffusa, meno
rappresentativa magari, ma così è.

si dirà che Luna "non ha giudicato Tor". ok, ma se scrivi un articolo
scioccato-scandalizzato da quel che trovi su Tor, hai voglia ad
equilibrare di parzialità dicendo "hey, ma Tor è finanziato dall'EFF,
roba buona. E' nato dal NAVY, roba sicura" perché il messaggio che ne
esce, è che sulle darknet c'e' lo schifo, e la colpa è delle darknet.

e per me questo, è lo stesso percorso metale distorto che vien
proposto dalla SIAE, dalla SONY, e da chi somma mele+pere+banane
(cioè: rete + contenuti + personale percezione dell'utilizzo ), per
poi proporre giudizi leggi e linee di pensiero irrispettose delle
tecnologie e degli utenti.</pre>
<p>Tornando alla sintesi dei paragrafi:<br />
. <strong>su silkroad, droga, sesso e follie di tutti i gusti</strong>. 3 paragrafi<br />
&#8211; <em>questo, dal titolo, sembra sia il cuore dell&#8217;articolo</em>.<br />
.  <strong>su silkroad si usano bitcoin, seguno errori grossolani. </strong>1 paragrafo<br />
&#8211; <em> bitcoin non è anonimo, bitcoin non ha un valore stabile, bitcoin è una moneta non è una valuta, bitcoin non ha un server che tiene traccia delle transazioni, bitcoin non ha bisogno di darknet per funzionare. In dettaglio: Bitcoin è come se fosse una darknet, in cui ogni elemento (caratterizzato da un portafoglio) si puo&#8217; scambiare bitcoin.<a href="http://anonymity-in-bitcoin.blogspot.it/2011/07/bitcoin-is-not-anonymous.html"> Ogni transazione è pubblica, quindi è tutto fuorichè anonim</a>o. Il contante è l&#8217;unico scambio anonimo che c&#8217;e&#8217; attualmente. Non c&#8217;e&#8217; nome e cognome sui bitcoin ? questo non è sufficente a renderli anonimi. O meglio, questo non è sufficente a renderli anonimi NEL MONDO DIGITALE. perché in sintesi, nel mondo digitale le correlazioni che l&#8217;umano non potrebbe mai fare a mente, qui sono fattibili, quindi la semplice raccolta storica di dati che identificano un comportamento (e direi che i propri acquisti lo sono) possono portare alla ricostruzione di un profilo univoco. anche se non c&#8217;è nome e cognome. Per i lettori più interessati -<span style="text-decoration: underline;"> e per tutti i fottuti giornalisti che poi scrivono i loro brainfart sugli schermi degli inermi </span>- : <a href="http://www.wired.com/politics/security/commentary/securitymatters/2007/12/securitymatters_1213">why anonymous data sometime isn&#8217;t</a>, e<a href="http://www.nytimes.com/2006/08/09/technology/09aol.html?pagewanted=all"> A Face Is Exposed for AOL Searcher No. 4417749</a>.<br />
. </em><strong>ultimo paragrafo, conclusione del pezzo su &#8220;chi c&#8217;è dietro a silk road&#8221;.</strong><em><br />
&#8211; per fortuna, dietro c&#8217;e&#8217; solo una persona con un soprannome</em></p>
<p>Prendere sul serio l&#8217;ignoranza, si dice, non dovrebbe esser mai fatto. Temo che l&#8217;indignazione sollevata da questa uscita abbia dato fin troppo visibilità a quella che si meritasse il mediocre articolo. La risposta al momento piu&#8217; sensata è quella satirica, che arriva repentina da La Privata Repubblica: <a href="http://www.laprivatarepubblica.com/santa-inquisizione-popolare-riccardo-luna/">Santa Inquisizione Popolare contro L&#8217;Indecenza Letteraria</a>.</p>
<p>Questa storia si sarebbe conclusa qui, se questo errore non fosse stato ripetuto stamane, 18/04/2012, su un&#8217;altra autorevole testata. Certo, cambiando un po&#8217; il tiro perchè guai a scopiazzare in modo palese, e mettendo il video di un suo conoscente incappucciato &#8220;protetto per motivi di sicuezza&#8221; manco fosse Saviano elevato alla Berlusconi. Ecco qui un<a href="http://www.youtube.com/watch?v=DX46Qv_b7F4"> video in cui alcuni sviluppatori di Tor parlano del progetto</a>: oddio -non si stan proteggendo per motivi di sicurezza-. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Fcd0P1uO39g">ecco qui un servizio dell&#8217;ABC in cui il tema è lo stesso</a>. Ma andiamo con ordine:</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Mi rivolgo a te, tizio incappucciato!</strong></h2>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong><span style="text-align: left;">Anch&#8217;io ho amici/amiche giornaliste, e so quanto sia difficile avere delle competenze divulgative e dover aver a che fare con il mondo digitale. Per capire sto mondo c&#8217;e&#8217; biosogno di tanta pazienza, metafore, tempo e voglia da parte di entrambi&#8230; E non è che si puo&#8217; richiedere questo sforzo a chi è abituato a parlare di criminalità fisica. Io penso che tu ti sia incappucciato per vergogna, perché avevi capito lontano un miglio che cosa sarebbe venuto fuori, e giustamente non ti saresti prestato al dileggio che tra di noi tecnici avresti poi subìto. E so quali problemi hanno i giornalisti&#8230; anche se non si direbbe, ho lavorato in una redazione, per poco tempo, (prima volta su due in cui ho usato PHP per un motivo nobile&#8230;), conosco l&#8217;urgenza di dover uscire con un pezzo, riuscire a renderlo accattivante anche quando non c&#8217;è niente da dire. <strong>Non hai scuse comunque: è tua responsabilità quello che è successo, anche se la firma è sua</strong>. E&#8217; tua perchè di te si fidava, e tu che sei l&#8217;esperto avresti dovuto capire che stava facendo una cazzata. avresti dovuto documentarti online, per capire le reazioni della community agli articoli precedenti. avresti dovuto fare quelle cose che fa l&#8217;amico tecnico, al quale si chiede consiglio. Almeno ti sei incappucciato, touchè ;) ma per il futuro, ricorda che prendersi gioco dei giornalisti ha senso<a href="http://www.instoria.it/home/teste_modigliani.htm"> -SE E SOLO SE- lo fai su scala nazionale, per dar loro da bere qualche cazzata apocalittica</a>. Farlo ad una persona sola, è come abbandonare un cieco davanti al banchetto degli swarosky: irresponsabile. Io nella tua condizione mi son trovato varie volte, e non c&#8217;è niente di male a dire:<span style="text-decoration: underline;"> &#8220;fermo/a, stai facendo una cazzata, non scrivere su questo argomento, perchè non hai capito niente&#8221;</span>. E questo non è che risolve tutto, perchè anche quando <strong>sembra </strong>che abbia capito qualcosa, non abbassare la guardia -<strong>mai</strong>-. Il tuo aiuto da amico tecnico, puo&#8217; essere quello di star aggiornato su quel che succede, raccontare delle vicende che per noi sembrano del tutto scontate, e poi sta a loro umanisti capire se invece scontate non sono.</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Articolo di Corriere.it, autrice Amalia de Simone, ecco il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fisking">Fisking</a>:</strong></p>
<p><span class="xxx">Esiste un posto della rete dove tutto è possibile. Nel bene e nel male. Una zona franca dove spariscono morale e regole.</span><br />
<span class="yyy">introduzione sensa senso, la morale è quella degli uomini, le regole quella di chi offre il servizio. o parlava di 4chan ;) ?</span></p>
<p><span class="xxx">E che negli ultimi anni sta diventando il paradiso delle organizzazioni criminali di tutto il mondo.</span><br />
<span class="yyy">criminali dalla vita breve, vedendo il link sopra indicato</span></p>
<p><span class="xxx"> Lo chiamano deep web. Ed è una parte di web che si trova in internet ma non viene indicizzata dai motori di ricerca. Una parte nascosta del web.</span><br />
<span class="yyy">il fatto che si creda questo, è solo il passo che anticipa la delegazione del senso critico agli algoritmi di pagerank. &#8230; oh&#8230; aspettate, è già successo ?</span></p>
<p><span class="xxx"> Un esperto di informatica che abbiamo intervistato e che ci ha aiutato a scoprire il deep web, spiega innanzitutto che non è necessario essere un hacker per riuscire ad entrare ed orientarsi in questo spazio nascosto di internet. </span><br />
<span class="yyy">hacker, lol</span></p>
<p><span class="xxx"> «Il deepweb – spiega &#8211; è soprattutto uno spazio di libertà, basti pensare che ad esempio, lì si trovano i contenuti di Wikileaks. </span><br />
<span class="yyy">o basti pensare che i contenuti di wikileaks, si trovano su wikileaks, indicizzati dai motori di ricerca. mah.</span></p>
<p><span class="xxx">Si va da normali forum di discussione, a siti in cui è possibile scambiarsi dischi e musica, libri e manuali. E poi è possibile imbattersi in pagine che offrono materiale pedopornografico, vendono droghe, armi, documenti falsi. Questi siti illegali o comunque negativi sono una percentuale minima rispetto al totale, ma purtroppo esistono. </span><br />
<span class="yyy">e dov&#8217;è la notizia ? Internet, sottogruppo dell&#8217;umanità, eredita anche un sottogruppo di atteggiamenti giudicati criminosi. la criminalità deve raggiungere i suoi acquirenti e la rete, per loro, serve a questo. anche la rete stradale, ferroviaria, elettrica e telefonica vene usata dalla criminalità. ma non ho mai visto notizie che parlavano dell&#8217;uso criminoso della rete cellulare, da parte degli spacciatori che si coordinano con gli acquirenti. Solo la pedofilia stona in quel contesto, che è un reato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia">che per il 60% avviene in famiglia</a>, quindi ha meno bisogno di una rete distributiva, rispetto agli altri.</span></p>
<p><span class="xxx"> E vanno avanti forti del fatto che risalire all&#8217;identità degli utenti è impresa veramente difficile, se non impossibile». </span></p>
<p><span class="yyy">giusto e parziale. è vero che, finchè navigi anonimo, e quello che acquisici sono informazioni, nessuno risalità a te (se hai usato l&#8217;anonimato senza sbagliare). nel momento in cui aggiungi una transazione finanzaria e materiale, ti stai espondendo come qualunque altro acquirente. con la differenza, che stai andando proprio in un posto che ha già attiriato l&#8217;attenzione delle autorità. pessimo modo per far attività losche.</span></p>
<p><span class="xxx"> Si può trovare di tutto e perfino cambiare identità. Si tratta di mercati che offrono protezione e anonimato a potenziali trafficanti di armi e droghe, terroristi, organizzazioni criminali. Basta registrarsi, anche utilizzando un servizio mail anonimo, ed è possibile iniziare a fare acquisti, pagando con una moneta sconosciuta nel mondo reale, che è il bitcoin. </span><br />
<span class="yyy">così sconosciuta che viene usata per donazioni, che il canada<a href="http://yro.slashdot.org/story/12/04/11/2250226/canadian-mint-to-create-digital-currency"> ha iniziato la ricerca per una sua moneta virtuale</a>, e così segreta, che questa è stata la conferenza del 2011: <a href="http://www.bitgroups.org/">http://www.bitgroups.org/</a></span></p>
<p><span class="xxx">Abbiamo provato ad entrare e ci siamo riusciti. Non spiegheremo come si fa.</span><br />
<span class="yyy">Giusto, avete solo messo gli screenshot nel video, l&#8217;articolo è finito su una testata che ha trattato Tor e il silk road già mesi fa, e <a href="http://chinesewall.ccc.de/freedomstick.html">Tor veniva distribuito dal CCC in chiavette ai giornalisti che andavano in Cina per le olimpiadi</a>, perché potessero aggirare la censura, ma non ditelo, perché solo personale esperto come voi puo&#8217; trattare ste bombe. Se siete riusciti ad usarlo, è perché è stato fatto anche per gli utenti meno esperti. E questi aspetti dello sviluppo, vi garantisco, sono i più lunghi e frustranti.</span></p>
<p><span class="xxx"> Ci limitiamo a dire che [...] Ma non esiste solo silk road. </span><br />
<span class="yyy">taglio la descrizione del listino prezzo di silkroad, anche perché, essendo come ebay, non è che dietro c&#8217;e&#8217; un&#8217;organizzazione di spacciatori, ci sono i singoli, che mettono i loro prezzi ed i loro materiali.</span></p>
<p><span class="xxx">Il deep web a disposizione di criminali ha milioni di canali. Nel video proviamo a mostrarvi qualcosa: per cominciare ci procuriamo una serie di indirizzi. Scorrendoli ci imbattiamo subito in siti pedopornografici che decidiamo di non aprire. Recentemente Anonymous, un gruppo di hacker con altissime competenze informatiche, ha distrutto uno dei più terribili di questi mercati chiamato Lolita city. </span><br />
<span class="yyy">AAARRGGHH!! Anonymous :( Anonymous deve essere pensato come un Brand. Loghi, grafica, claim, tutto libero e disponibile. Vuoi fare attività di attivismo generico ? puoi avvarlerti di quella comunicazione. Hai apprezzato qualcuna delle operazione, che incidentalmente usavano Anonymous come facciata ? bene, non affezzionarti però ad Anonymous, perché questa caratteristica potrebbe causare che domani, la stessa comunicazione, sarà usata per gettar discredito su quella facciata. A parte questo, ho trovato quest&#8217;interessante analisi sull&#8217;effetto dei vigilantes, fenomeno che è florido, in alcune parti di internet: <a href="http://oro.open.ac.uk/4246/">Vigilance and vigilantes: thinking psychoanalytically about anti-paedophile action</a>.</span></p>
<p><span class="xxx"> Continuando il viaggio incontriamo gruppi dedicati all&#8217;occultismo, alle sette sataniche </span><br />
<span class="yyy">Ah, ed ecco che si compie la profezia del <a href=" http://punto-informatico.it/2820870/PI/Commenti/dizionario-cassandra-pedoterrosatanista.aspx">PedoTerroSatanismo</a>: (per caso ho ritrovato questo video, un po&#8217; una di miei riferimento per ricordarmi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xv5bh4fbDkU">quanto sia grottesca la lotta alla rete</a>)</span></p>
<p><span class="xxx"> e siti per riciclare i bitcoins, la moneta virtuale utilizzata per le transazioni nel deep web. Per poter utilizzare i bitcoins infatti bisogna ripulirli come raccomanda un inserzionista che scrive: «(&#8230;) chi non li ha ripuliti ora si trova in prigione». </span><br />
<span class="yyy">I bitcoin non sono anonimi, si possono anoimizzare con dello sforzo non immediato, ci sono <a href="http://bitcoincharts.com/markets/">vari market di bitcoin</a>. E se volete dei bitcoin gratuitamente, <a href=" https://www.eff.org/deeplinks/2011/06/eff-and-bitcoin ">la EFF regala quelli che gli erano stati donati</a>: <a href="https://freebitcoins.appspot.com/">https://freebitcoins.appspot.com/</a>.</span></p>
<p><span class="xxx">Continuando la navigazione troviamo altri spazi di e commerce come il black market o l&#8217;underground market. Come al solito c&#8217;è di tutto, soprattutto trafficanti di droga e venditori di armi Qui si vendono pistole anche italiane come la beretta. Ed è possibile acquistare anche esplosivi o</span><br />
<span class="yyy">Vale la questione sulla rete e sul commercio.</span></p>
<p><span class="xxx"> dispositivi per sottrarsi ad intercettazioni militari. </span><br />
<span class="yyy">questa frase non ha senso, prima di adottare strumenti di difesa, un utente deve fare una stima del suo &#8220;modello di minaccia&#8221;. I modelli di minaccia vedono il &#8220;militare&#8221; come l&#8217;ultimo stadio di pericolo, cioè l&#8217;avversario con risorse umane e tecnologiche grandiosamente superiori alle tue. E la difesa da questo soggetto non puo&#8217; essere mai solo tecnologica, pertanto, quella definizione è insensata. Ci si vuole proteggere da intercettazioni telefoniche ? non c&#8217;e&#8217; bisogno del black market&#8230; <a href="http://www.slideshare.net/fpietrosanti/voice-securityprotocol-review">prodotti di telefonia sicura ce ne sono un bel po&#8217;</a>, software libero pure <a href="http://www.voip-info.org/wiki/view/ZRTP">(PJSIP+ZRTP)</a> , e anch&#8217;io ho lavorato con piacere all&#8217;implementazione di una di queste tecnologie: <a href="http://zrtp.org">Zorg</a>.</span></p>
<p><span class="xxx">Nel deep web è possibile perfino assoldare un killer [...] mostriamo la schermata per accedere al sito. Ma noi ci fermiamo qui. </span><br />
<span class="yyy">I commenti son finiti. </span></p>
<p>Parlando di cose serie, questo post di critica avrà un effetto limitato. Dallo scorso anno, io ed altri miei simili, ci siam presentati al festival internazionale del giornalismo, per spiegare queste tematiche. La necessità di imparare è tanta, l&#8217;esigenza di imparare è nulla, perché evidentemente critiche come quelle che quest&#8217;oggi ho mosso, vengono ritenute finezze per nerd.</p>
<p>Quest&#8217;anno al festival saremo presenti con l&#8217;HackersCorner, e se siete rimasti critici nei confronti delle reti anonime, vi segnalo questi tre eventi, che potran risultarvi interessanti. Sono stati pensati apposta, perché chi poi si esprime commentando queste reti, è un po&#8217; come il giornalista di 15 anni fa che doveva descrivere Internet &#8211; fallendo sempre -. Chi potrebbe, anche solo per caso, incappare in questi temi, non si perda nelle spiegazioni pensate per evitare danni ai lettori: <a href="http://www.journalismfestival.com/programme/2012/techniques-of-dissidence-and-digital-repression-2">Tecniche di dissidenza digitale</a>, <a href="http://www.journalismfestival.com/programme/2012/wiretaps-and-webtaps">differenza tra intercettazioni telefoniche da quelle informatiche</a>, e <a href="http://www.journalismfestival.com/programme/2012/whistleblowing">whistleblowing anonimo come strumento di giornalismo investigativo</a>.<br />
Danni, che post come questo non possono ormai correggere, sia per via della mia scarsa visibilità, sia per via di questo fenomeno: <a href="http://www.google.com/url?q=http://www.dartmouth.edu/~nyhan/nyhan-reifler.pdf&amp;sa=U&amp;ei=l-OOT7GNL-KJ0AXwn6TrDA&amp;ved=0CBQQFjAI&amp;client=internal-uds-cse&amp;usg=AFQjCNFMBq9TeASZxjQERC9aEyjn4H2Uow">When Corrections Fail: The persistence of political misperceptions</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.delirandom.net/20120418/giornalisti-confusi-parlano-di-anonimato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

