incrociare i flussi è bbene

La tesi che sostiene che le intercettazioni su Internet non sono una soluzione efficacie a lungo termine, (ml@sik) impatta contro una serie di pali ormai calcificati. Ma oggi niente travecorbezzoli analitici, oggi si tratta di due traguardi raggiunti. Tra i vari modi per approciarsi all’argomento, utile è nella società delle minacce 24/24h, far percepire il rischio su Internet rispetto che sulle reti tradizionali, ed avviene qui: Ecco come ci possono spiare il web. In se nulla di eclatante, mi ha ricordato quanto sia difficile comunicare ad un pubblico generalista :) e riesce, credo proprio, a definire il perimetro di rischio.

Forte il dibattito della sfida che Google lancia alla Cina, prende la palla Hillary Clinton dicendo qualcosa, e, miracolo, il testo redatto 2 anni fa: http://it.peacereporter.net/libera, che dovrebbe spiegare perché l’anonimato è necessario alla libertà di parola, viene considerato e si trova catapultato a seguito del precedente articolo: Internet, come si può superare la censura.

Succede in concomitanza con un figuro del partito pirata, che cerca di abbozzare considerazioni tecniche, banalizzando e sminuendo, un manuale di presunti cyber-terroristi senza notare che il suddetto manuale sia vecchio di anni. Ma indipendentemente dall’analisi che realizza, il punto di vista che mantiene è quello di “tecnologie per progettersi = tecnologie pericolose”. Vediamo se oggi riesco a chiarire quello che ho in mente:

La tecnologia di cifratura/d’anonimato non puo’ essere criminializzata a priori, perché la stessa che viene associata alla criminalità è quella che salva il dissidente iraniano; in Internet, è anche l’unica tecnologia che ci garantisce la riservatezza, perché la rete non è intrinsecamente (ne praticamente, ne con dei compromessi di fiducia) sicura. L’analisi più ampie viene generalizzata dal primo che passa, ciò la corte suprema degli stati uniti, e riportata dalla EFF qui: http://www.eff.org/issues/anonymity

Protections for anonymous speech are vital to democratic discourse. Allowing dissenters to shield their identities frees them to express critical, minority views . . . Anonymity is a shield from the tyranny of the majority. . . . It thus exemplifies the purpose behind the Bill of Rights, and of the First Amendment in particular: to protect unpopular individuals from retaliation . . . at the hand of an intolerant society.

About vecna

Claudio Agosti (I, in this section) is currently working in some projects involving: steganography, anonymity, deep level networking, voip and mobile network security and online human right protection. Mix well, put a sprinkle of anti-forensic, serve cold. The worst issue in those really cool projects is that no one is financing me, thus sometime I need to work. Jobs actually include developing and few security issue to manage. Dreams ? A world where everyone has N-pseudonyms, certified by web of trust security model. I'm not "security certified" except lifeguard, I'm bored by penetration testing, and my future is painted with javascript. keywords: vecna, s0ftpj, sniffjoke, globaleaks, winston smith project, elettra.
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3 Responses to incrociare i flussi è bbene

  1. grimmo says:

    A proposito di comunicare ad un pubblico generalista, hai notato che nel css del tuo template c’è:

    #post-container {
    display: none;
    }

    che poi viene bloccato/sbloccato da jQuery? Solo che se usi noscript il risultato è che non vedi nulla finché non abiliti esplicitamente javascript.

  2. vecna says:

    OMFPG!!!
    grazie grimmo, ormai tenevo delirandom con gli script attivi e non mi ero accorto che il post non sarebbe apparso altrimenti.

    ora ho “risolto” diciamo … sono sempre perplesso delle soluzioni che funzionano commentando qualcosa… :)

  3. grimmo says:

    Grazie vecna, mo funziona :)

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