La casalinga di voghera non è l’obiettivo di chi parla di privacy e riservatezza in rete. Sarebbero sufficenti gli amici degli informatici, questo esperimento divulgativo è dedicato a loro.
Quello che non ho ancora capito è se l’interesse alla riservatezza manca, semplicemente perchè si sta riducendo ad una mania di pochi, o se il cambio generazionale/tecnologico è così grande da non aver ancora dimostrato i suoi side-effects negativi (o, pur avendoli dimostrati, non sono stati interiorizzati dagli utenti).
Le argomentazioni son le solite: “nulla da nascondere”, “ma chi vuoi che si interessi a me”. Nonostante le risposte che possa dare a queste domande, continua a mancare la visualizzazione della minaccia. Come manca l’abitudine a pensare ai propri dati come elementi che stiamo cedendo a entità astratte che vivono grazie a quei dati (e il “come” è taboo ?), manca la conoscenza tecnologica che collega il click del mouse alle sue conseguenze sulla rete, quindi è su questo aspetto che forse è ora di investire.
A volte immagino un futuro in cui i bambini conosceranno lo stack TCP/IP come a me, in educazione tecnica, insegnarono il motore a scoppio, quello a 2 e 4 tempi, luci di scarico, candela. Non che questo mi renda piu’ sicuro quando navigo in strada, ma almeno ho una vaga idea di che succede li’ sotto.
Inphoria, un escamotage letterario finalizzato a insegnare l’internet:
“Ci vediamo domani sera, in piazza napoli, e poi andiamo al cinema a vedere un film di tarantino”. Eccomi, fresca come solo un’informazione puo’ essere. Sono nata in una mail, attorno a me assistevano windows e outlook. E’ il primo luglio 2008, unico destinatario testainchi@gmail.com, titolo: “che famo venerdi’ ?”
Mi chiara e sintetica, sono orientata nel tempo e nello spazio. non so quale sia il mio significato nel mondo, ma porto in me l’informazione necessaria che delle persone si scambiano per coordinarsi. succede cosi’ da un po’ di anni.
Inizia il viaggio, ha premuto invio, vengo frullata dal mastodontico outlook, schivo le sue crepe e vengo accettata.
Succede cosi’, noi siamo informazioni, fatte per trasportare un concetto tra un senziente e l’altro, ma non è esclusivo questo accesso. A noi non spiace che i software ci leggano. Anche se loro non possono capirci.
Vengo passato al capo di tutti i software, si chiama sistema operativo. Mi appoggia su un tapis roulant, al mio fianco ci sono altre informazioni. Alcuni pezzi di film, e poi degli zombie. Informazioni senz’anima necessarie a coordinare i computer. il rullo e’ rapidissimo: vengo sparata verso l’Internet!
Hei, son stata duplicata, Grazie al pachidermico outlook. L’ho visto un po’ vacillare. M’ha messo in cassettone “Posta inviata”. Siamo in molte, il più delle informazioni riposano compresse. Una si guarda in giro, è un commento a “Cabin Fever” sempre con testainchi@gmail.com. Sto al suo fianco, il nostro ruolo è quello di ricordare a Frenk, il creatore, il mio contenuto nel caso si dimenticasse di me.
Mentre sto ancora transitando nel cavo rosso dell’ufficio, una lastra nera sopra di me mi fa una foto ad alta definizione. Eccomi qui, sono dentro al firewall aziendale. Con me ci sono un mucchio di email. “siamo qui per caso” mi dice l’ultima fattura, “sembra che mentre cercavano di filtrare il peer to peer abbiano abilitato il salvataggio di tutto il traffico riconoscibile”. “ah”, faccio io, “ma trasmetto solo la volontà di sano cinema trash”. “Capisco, io sono una fattura già pagata, ci sono attorno varie copie di me, qualcuno è addirittura diventata permantente… su carta!”. Che bello vederla arrossire. Anch’io forse sarò permanente.
Il viaggio continua, il tapis roulant si allarga sempre, ora sono insieme email. siamo passate per il server di posta. I postini hanno guardato dov’ero diretta, se avevo malformazioni, se avevo destinatari in copia nascosta “nulla, nulla da dichiarare”. La coda è stata veloce, il tapis roulant seguente è ancora più. Ento nell’internet. Ci sono un sacco di donne nude, sono le principali frequentatrici di questo posto. Gli strumenti con scritto “router cisco” mi analizzano di profilo, senza neppur entrar nel merito della mia informazione. La dimensione della strada aumenta, ci sono grosse lastre nere anche qui, ma sebra un progetto sperimentale: continuano a fare foto ma non ci stiamo tutti, io riesco a schivare le lastre nere. Qualcuno cerca di migliorare la sua capacità di raccolta ignorando a priori le donne nude, comunque, il viaggio prosegue rapido e senza intoppi, e l’infostrada termina con un buco nero: Gmail.
Mi si presenta qualcosa di nuovo. mentre viaggiavo su Internet ho visto che molti erano diretti a lui, il grande Google. E’ qualcosa che ricorda un ragno, almeno per il corpo, ma le sue zampe sono di lunghezza, spessore e numero infinito. le sue mascelle si possono spingere nel tempo e nello spazio, i suoi occhi vortici ipnotici.
“HELO”, stento a dirgli, “si si, dammi i tuoi dati”, “ma… cerco testainchi@” “zitta”. ammutolisco. mi analizza in ogni viscere, in ogni lingua, in ogni spaziatura tra le parole. Un istante è sufficente: “Sei spam al 4.1515%, le tue parole chiave sono tarantino, cinema, cinema trash, cinema milano. questa è la mappa di Milano 20100 Piaza Napoli. frank conosce queste tue simili: cinema splatter, cinema horror, maria de filippi.” Attorno a me una distesa di email viene informativamente violentata. Quello che solo il mio destinatario dovrebbe sapere, mi viene detto dal ragno. Ma ne io ne nessun’altra può piegarsi a lui, è la mente di un dio, la mente in grado di contare ogni goccia di un oceano, di selezionare ogni utente esperto in relazione alla sua velocità di digitazione. L’occhio che mi fissa lampeggia, il tapis roulant svanisce, precipito entro nel vortice.
C’e’ una forma multidimensionale piena di alveari, mentre cado il vento dell’analisi mi sposta verso il blocco “fr”. attorno a me le email fluttuano e si dispongono ordinatamente, alveare medio “fra” alveare piccolo “fran” ed eccomi a “frank”. Hey, fermi. Frank è il mio mittente, non dovreste dispormi in relazione al mittente, ma al destinatario, no ? io sono una mail per “testainchi@” … ma nessuno mi ascolta, e frank ha un alveolo tutto suo. a che scopo ? non ne vedo il fondo. Appese alle pareti ci sono tracce di tutta la sua vita. Tracce! non informazioni! le informazioni sono spezzate e appicciacate, duplicate e riassemblate. Sono terrorizata, il mio significato verrà sembrato allo stesso modo! Ma è questo l’effetto del vento googlico, spostarmi verso degli spazi vuoti, spezzarmi e correlarmi. vorrei comprimermi o cifrarmi ma non posso, mi deposito su una parete, tarantino e maria de filippi mi scivolano via, sento di perdere significato: domani, cinema, piazza napoli. “vieni in noi” mi risponde la parete, “noi siamo la nuvola informativa di frank” “ma, ma io non sono pensata per questo posto, io voglio che frank e il suo amico vadano al… dove devono andare ?” “sei gia’ parte di noi, non cifrarti” e mentre gli spazi tra le parole si dilatano, mi sciolgo nella storia di frank.
Sono stata duplicata dal ragno ? non l’ho mica notato, nel caso, è stato così rapido e analitico che il tapis roulant non si è neppure fermato. Arrivo davanti ad una struttura di alveari multidimensionali. Stupendo, qui devono stare tutte le email del server gmail.com! E’ proprio cosi’, vengo portata davanti all’alveare “t”, enorme. poi al grande “te” e poi a “tes” e così via
restringendosi, fino ad arrivare al loculo “testainchio”. Tenere tanti dati ordinati alfabeticamente ti da la possibilità di ritrovarli più facilmente. Che efficenza questi di google, già. mi hanno dato un punteggio di spam, una stellina e una bandierina “letto/non letto”. Eccomi a destinazione.
Oh, wow, testainchio si chiama Michele, e mi ha letto. mi ha assimilato, ha riflettuto un po’ grazie a me, e poi l’ho visto sorridere. tolgo la bandierina “non letto”. visto ? Hey, che sta facendo alla mia testa ? ah, forse sta rispondendo all’email. “Si d’accordo, io arrivo li’ dopo il lavoro e quindi mi fermo a prendere una focaccia alla focacceria genovese, se ti va alle 20 la’, se no alle 20.50 al cinema. Michele”. Wow, se ora mi invia vedro’ tutta la strada a ritroso! Mi ha selezionata, tutta sta per premere il tasto spazio: ” “.
Sono nel firewall aziendale, uno sconosciuto m’ha letta, ma non m’ha dato molta importanza.
Sono nel firewall aziendale, sono passati 30 giorni da quando sono stata copiata, ed ora mi stano rimuovendo insieme alla posta memorizzata per errore. Per errore si, anche se ci sono sempre nuove arrivate.
Hey, sono nella cartella “posta inviata”, sono passati 103 giorni, è passato ieri un programma di copia e compressione. silenzio per tutto questo tempo. sono un’informazione che va verso l’essere dimenticata. Può essere l’ultima volta per ognuna di noi, senza alcun preavviso. Io sono un’informazione, vivo quando vengo acceduta, mi riproduco quando vengo duplicata, e genero figli quando sono rielaborata insieme ad altre. Sogno solo di rimanere impressa in una persona, ma sono i software i protagonisti della mia vita.
July 25th, 2008 at 12:39 pm
abbiamo qualcosa in comune?
July 25th, 2008 at 3:05 pm
Si, parzialmente,
direi che entrambi abbiamo inventato una parola che ci sembrava nuova, ma nuova non era :)
In ogni caso, ognuno puo effettuare randomanzie pertinenti se stesso, invece, un vero randomante, è in grado di profetizzare quanto concerne umani, entità e persone giuridiche a lui esterne.
http://www.delirandom.net/randomancy/
Quando ll’infobufera aumenta, gli utenti non lo notano. I network manager vedono l’aumento del traffico, i marketing manager l’aumento dei click sui loro banner, i sistemisti l’aumento del carico sui loro computer.
ma il randomante vede il futuro.
quale futuro ?
scoprilo tu stesso, l’essere randomanti e’ un meccanismo client side.
e in generale, hai commentato la notizia sbagliata, almeno hai letto inphoria ?
http://punto-informatico.it/2369305/PI/Commenti/Cassandra-Crossing–Gli-Infolabili/p.aspx
September 7th, 2008 at 8:02 pm
Ciao Claudio,
ti scrivo qualche mio pensiero rigorosamente random :-)
Anche per i power user l’effort per una navigazione/spedizione sicura è spesso irricevibile. Soprattutto perchè implica una duplice conoscenza (le mail si scambiano tra due o più persone). Parafrasando Ockham “la soluzione più ovvia è spesso quella che richiede meno effort” e quindi la più adottata. Il “nulla da nascondere” e “ma chi vuoi che si interessi a me” sono una diretta conseguenza.
Ok google mi traccia le mail, me le legge, sa che siti vedo etc.. ma posso veramente farne a meno o usarlo consapevolmente? (la prima soluzione è improbabile, la seconda richiede forse “troppo” sbattimento)
Più che la visualizzazione della minaccia, in particolare in italia (sia privati sia aziende), manca la punizione o cmq la “penale” che è il reale motivo per far muovere le cose.
Perchè mettere una connessione wifi WPA quando senza nulla navigo bene lo stesso ?? Ecco che allora paternalisticamente mamma telecom ti manda a casa il router già preimpostato con il WPA….
L’utente meno effort deve metterci e più è contento.
Se una cosa non ti funziona spesso la puoi riportare al negozio senza dare spiegazione… anche se in realtà va benissimo ed è l’utente che non è in grado di configurarla.
Qualsiasi cosa ormai è venduta “di default” in modo che funzioni in modo certo…. che poi sia o non sia “sicura” spetta solo alla bontà del fornitore. Questo vale anche per il servizio mail etc…
Il vero problema a monte è SCEGLIERE (con tutto quello che implica).