Dopo vari mesi di lavoro, finalmente ho terminato un documento che tratta di privacy e sicurezza (sono circa 70k di testo) , del perchè questi due diritti non sono in contrasto e possono convivere. Spiega perchè il tecnocontrollo globale non risolverà nulla ed illustra un po’ le tecniche dalle quali siamo minacciati, sia tecnologicamente che informativamente.
Tutto ha inizio dopo Ottobre 2006, quando su Gnosis, rivista italiana del SISDE, venne pubblicata un’intervista dal titolo “privacy e sicurezza: la difficile convivenza“. La lessi subito con interesse. Del resto da quell’intervista poteva trasparire un po’ dell’avanzata tecnologia di sicurezza ai quali i servizi segreti si affidano, le loro strategie e l’innovazione portata dalla riforma dei servizi segreti. Invece già a metà lettura iniziai a pensare che forse gli intervistati erano un po’ troppo in là con l’età per comprendere questo periodo di cabiamento. Inoltre consapevole del funzionamento delle comunicazioni attuali appurai come gli scandali delle intercettazioni non sono serviti a nulla. L’obiettivo è sempre lo stesso: la moneta. La moneta del futuro ovvero le informazioni. Non solo riguardanti arbitri o veline, quelle sono semplicemente le più facili da usare e per questo motivo se ne sente parlare, sono le informazioni di tutti che importano. Che questa lotta legale a consentire le intercettazioni su larga scala non serva a nulla in termini di sicurezza è ovvio agli esperti del settore. Molto meno a chi esperto non è. Il documento intitolato “Il parere dei vecchi: perchè sicurezza e privacy non possono convivere ?” analizza queste problematiche:
L’articolo vuole essere critico e far riflettere il cittadino sui rischi che sta correndo, sul perchè il concetto di terrorismo può essere usato contro la nostra libertà e come questa può essere inutilmente sprecata. Vuole inoltre spiegare alcuni aspetti della tecnologia Internet che quotidianamente sfruttiamo, ma non ancora maturi da essere formulati. Nella speranza che si capisca che non è limitando tutti che tutti staranno bene, ma che è impedendo la realizzazione dei reati che aumenterà la sicurezza effettiva.
La conformazione dell’articolo è dovuta a com’è stato realizzato lo studio, tramite software di mappe mentali (MindJet). E’ stato un esperimento che non m’ha soddisfatto particolarmente, ma questo è dovuto al cambiamento dell’obiettivo a metà percorso. Fin tanto effettuavo uno studio multidisciplinare sono state particolarmente utili, quando l’obiettivo è divenuto la realizzazione di un articolo lo strumento è venuto meno.
